Ciao e benvenuto o ben tornato sul mio blog, oggi leggerai la storia di Luca, un ragazzo romano che studia ingegneria meccanica in Danimarca. 

Come mai hai deciso di venire a studiare in Danimarca hai avuto dubbi sulla tua scelta?

Sono venuto in Danimarca principalmente perché all'inizio ero indeciso su cosa avrei fatto e su come l'avrei fatto. Insomma mi piacevano le materie scientifiche e in quinto liceo scientifico studiavo anche matematica e fisica, erano le mie materie preferite e avrei voluto studiare una di queste due all'Università. In seguito mi sono reso conto che una laurea in una di queste due materie mi sarebbe servita a poco in Italia e quindi ho deciso di iscrivermi a Ingegneria Meccanica in Danimarca. 

All'inizio sì avevo dei dubbi perché andare a studiare all'estero da solo con una lingua straniera, non è facile per nessuno. Una delle motivazioni che mi hanno spinto a studiare in Danimarca è stato il fatto che le rette universitarie sono gratuite per gli studenti dell'Unione Europea, la seconda motivazione era la presenza di corsi in inglese (ovviamente non conoscendo il Danese dovevo frequentare i corsi in inglese).

A quante università hai fatto domanda e cosa ti serve per iscriverti?

Ho fatto domanda a tre università differenti, due riguardanti la meccanica e la terza riguardante ingegneria elettronica. La prima della lista era il Via University College a Horsens per ingegneria meccanica, la seconda era il Via University College di Arhus per ingegneria meccanica mentre la terza era l'università di Alborg per ingegneria elettronica. 

Cosa ti serve per iscriverti all'università in Danimarca?

Per frequentare corsi in inglese hai bisogno ovviamente del diploma di maturità oltre ad un certificato di inglese che ti attesta un livello sufficiente per seguire le lezioni e dare esami. Ovviamente ogni università ha i propri requisiti, per ingegneria meccanica bisogna avere dei voti particolarmente buoni in materie come la matematica e la fisica al liceo. Nel mio caso avevo la media dell'8 sia in matematica che in fisica. 

Cosa ti piace di più del tuo corso di laurea?


Ci sono molte cose che mi piacciono del mio corso di laurea. La maggior parte dei corsi mi affascina molto, ma sono tutti comunque molto interessanti. Attualmente frequento il terzo semestre quindi ho avuto già tre semestri di corsi che mi sono piaciuti tutti, in particolar modo quelli legati alla meccanica pura e alla  dinamica. 

Ho trovato gli esami difficili ma non troppo, non sono impossibili. 

I voti i danesi sono diversi rispetto a quelli italiani, in Italia si va in scala da 1 a 30 mentre in Danimarca ci sono 7 voti partendo da -2, 0, 2, 4, 7, 10  e 12, il 12 e il massimo corrisponde al 30 e lode, un 10 invece viene fatto corrispondere ad un 27 in genere. Il minimo per raggiungere la sufficienza è un 2.  Passare un esame non è particolarmente difficile, anzi in Danimarca è relativamente facile, bisogna solamente studiare un po'. A me non piace passare un esame col minimo, che sarebbe un 18 in Italia, perciò do sempre il meglio di me per prendere voti tra il 10 e il 12. Alcuni esami sono scritti e alcuni sono orali, dipende dalle materie e da come l'amministrazione organizza gli esami in quell'anno. Gli esami sono fatti alla fine del semestre. 

Come ti sembra l'università in Danimarca?

Non ho frequentato l'Università italiana però avendo incontrato molti ragazzi in Erasmus qui in Danimarca, ho avuto l'occasione di farmi dire quali sono le principali differenze tra l'università italiana e quella danese. In Italia il rapporto  con i professori è  asimmetrico invece in Danimarca sono molto più amichevoli e open-minded e non si fanno problemi a darti del tu e sono molto aperti alla socializzazione e la discussione in classe, non vogliono imporre le proprie idee e questo è uno degli aspetti che mi piace dell'università danese.  In secondo luogo mi piacciono gli orari.  Fondamentalmente ai Danesi non piace lavorare molto e quindi gli orari delle lezioni vanno dalle 8:20 fino alle 13:00 e qualche volta ho avuto alcune lezioni fino alle 3:00 del pomeriggio. 

Come ti trovi dal punto di vista sociale?

Non appena sono arrivato in Danimarca ho fatto subito nuove amicizie, ho conosciuto moltissime persone che venivano da ogni parte del mondo dalla Nuova Zelanda all'America dal Brasile alla Cina e ho avuto anche una sorta di scambio culturale. Parlando molto con gente nuova ho appreso nuove cose ho sperimentato nuove culture e nuovi cibi e anche nuovi modi di pensare. Dopo aver vissuto per un anno in Danimarca ho una cerchia di amici con cui esco abitualmente che sono anche i miei compagni di classe e devo dire che non ho molti amici danesi nonostante io ce li abbia in classe. Non parlando il Danese non me la sento di uscire con gente con cui non riuscirei a comunicare. 

Mantenersi durante gli studi è difficile? 


La vita è cara ma dipende dallo stile di vita, io non volendo essere mantenuto dai miei ho iniziato dopo qualche mese, a distribuire curriculum per trovare un impiego part-time. Generalmente la vita in Danimarca è più cara rispetto alla media Europea, sicuramente più cara rispetto all'Italia sia per quanto riguarda i viveri sia per quanto riguarda le bollette come l'elettricità. Tra l'altro in Danimarca gli affitti sono molto cari, dipende anche dalla città dove si vive. Io vivo a Horsens che è una cittadina tranquilla anche per pagare meno d'affitto, ma se si scelgono città grandi come Arhus o Copenhagen il costo dell'affitto sale esponenzialmente, raggiungendo cifre veramente esorbitanti.  La maggior parte di viveri sono in media più costosi rispetto all'Italia anche se alcuni cibi o bevande in particolare, costano di meno come il latte, il formaggio o alcune alcuni tipi di frutta. 

Torneresti indietro?

No non tornerei indietro perché attualmente mi trovo veramente bene in questo paese, mi trovo bene con lezioni, con le amicizie e con la vita sociale che ho. Mi trovo anche bene con il lavoro e non tornerà indietro, l'Italia ha molti lati negativi dal punto di vista dello studio e del lavoro mentre in Danimarca sono avvantaggiato, anche grazie alla presenza di sussidi per studenti. Sono convinto che il mio percorso di formazione qui sia diverso rispetto a come avrebbe potuto essere in Italia e sono fermamente convinto di aver fatto la scelta giusta e non tornerò indietro. 

Cosa farai una volta finiti gli studi?

E' difficile da dire a questo punto sto frequentando il terzo semestre e non ho deciso cosa farò dopo la laurea, forse farò domanda per un master in ingegneria meccanica o in dinamica dei veicoli o in aerodinamica, non so se in Danimarca oppure no. Ho intenzione di lavorare nel mio campo e mi piacerebbe lavorare in una in un'azienda che produce biciclette, dato che mi sono sempre piaciute e la meccanica è fondamentale per le biciclette. Mi piacerebbe sviluppare telai innovativi per le biciclette  e per le mountain bike da competizione.
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Alessia è una ragazza che conosco da poco e anche se ho parlato solo una volta con lei al telefono ho capit che è molto determinata e talentata. 
Alessia ha deciso di non arrendersi e costruirsi il proprio futuro all'estero dato che in Italia non aveva alcuna opportunità di crescita. Leggi la sua storia per saperne di più :)


Ciao Alessia, perché hai scelto di studiare grafica e design e quale università hai scelto?
Dopo aver concluso il liceo classico per essere sincera non sapevo bene cosa fare: mi ero appassionata alla fotografia e volevo seguire questa inclinazione artistica. Allo stesso tempo era un territorio totalmente nuovo e non sapevo che tipo di futuro lavorativo avrebbe potuto offrirmi. Alla fine mi decisi per un indirizzo a metà tra l’artistico e il tecnico a mio parere: grafica editoriale all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Dopo i primi 3 anni avevo capito cosa mi piaceva fare, ma anche che l’Accademia non soddisfaceva il mio desiderio di apprendimento: scelsi di seguire la specialistica all’ISIA di Urbino (PU) scegliendo il corso di Fotografia Dei Ben Culturali. Questo sì che faceva proprio al caso mio! Una scuola fantastica, che sceglierei altre mille volte, tornando indietro.
Foto scattata da Alessia

Come definiresti l’approccio che hai avuto con i professori?
Sono la classica rompiscatole che fa mille domande durante le lezioni, da una parte per non annoiarmi, dall’altra perché sono molto curiosa. Provo sempre ammirazione per chi riesce a stimolare la mia fantasia, ma difficilmente mi fermo a parlare di interessi personali con i docenti, perché mi sembra un modo antipatico di “accalappiare simpatia”. Preferisco, e ci tengo molto, sentire una stima professionale, mentale.

Consideri che l’ammontare di libri e materiale da studiare era adeguato?
Si per lo più è sempre stato adeguato secondo me. Quello che non mi è sembrato adeguato, parlando dell’accademia di belle arti, è stata la qualità delle informazioni durante le lezioni: troppo generiche, professori spesso svogliati e poco profondi. Fortunatamente con qualche eccezione.

Come erano gli esami?
Tanti ma di pochi crediti. Sembrava quasi di sostenere molte interrogazioni, come al liceo. Ma chiaramente più sostanziose. Gli esami potevano essere pratici (consegna di lavori), teorici (domande su libri da studiare) o misti.

Alcuni corsi ti sono sembrati poco inerenti o inutili per il percorso di laurea che hai scelto?
Secondo me, e ho avuto modo di sperimentarlo poi con il tempo, nessuna lezione è mai completamente inutile. Tutto nella vita potrà servirti prima o poi. È bene essere sempre delle spugne e cercare di imparare da ogni esperienza o corso (a volte anche da una chiacchiera con il bidello del piano). Sembrerà una banalità ma ne sono estremamente convinta.
Foto scattata da Alessia

Come ti sono sembrati gli esami?
Per il triennio in accademia: molto blandi, a volte basati sulle simpatie nei confronti dello studente.
Per il biennio: a volte tosti, quasi delle sfide. Ma si riceveva la preparazione necessaria durante il corso delle lezioni.

Tornando indietro cambieresti qualcosa nel tuo percorso?
Probabilmente se dovessi cominciare tutto da capo, sceglierei un liceo linguistico al posto di quello classico. O comunque darei molto più spazio allo studio delle lingue.

Come mai hai deciso di studiare fotografia?
Perché la fotografia è una forma di comunicazione affascinante, che può, come un discorso, avere vari livelli di senso ed essere rivolta a tutti. Inoltre credo che la capacità di creare delle immagini suggestive crei dei deliri di onnipotenza (scherzo, ma non troppo).

Dove lo hai fatto e come ti è sembrato il corso?
Ho studiato fotografia sia al triennio sia alla specialistica, in maniere differenti. Studiando prima, cosa significava fotografare e quali erano stati gli autori più importanti del passato. Poi apprendendo la tecnica e praticando in prima persona.

Una volta finito il percorso di studi cosa hai fatto?
Sono andata a lavorare, accontentandomi di quello che trovavo pur di avere un minimo di indipendenza economica.

Come mai sei arrivata in Danimarca?
Da sempre ho avuto il desiderio di provare a cercare fortuna all’estero, attratta soprattutto dalla mentalità dei paesi del nord Europa. Documentandomi per cercare di partire con un piano, senza tentare fortuna allo sbaraglio, e senza bisogno di un capitale da investire, ho trovato la risposta nello SVE: servizio di volontariato europeo. Lo possono fare tutti i cittadini dell’unione europea al di sotto dei 30 anni e per un periodo massimo di 12 mesi. Ci sono molti siti che sponsorizzano diversi programmi, dal lavoro nelle scuole a quello nei campi: io scelsi di inviare il mio curriculum per fare grafica a Copenaghen. Porta Nuova Europa è l’agenzia italiana che ha fatto da tramite tra me e il corrispondente danese. Un’esperienza che consiglio vivamente a tutti.

Quali sono state le prime impressioni?
Sono arrivata qui da un mese e per il momento mi sembra che effettivamente si respiri un clima meno teso, una vita non gravata dall’ansia della ricerca del parcheggio o dalla scelta di “cosa mi metto per uscire”. Si respira un’aria più libera da convenzioni sociali. Ovviamente la patria italiana ha i suoi pregi, dal cibo alle calde spiagge, ma per ora la mia ricerca è quella di dare priorità alla mia carriera lavorativa. Non so ancora come andranno le cose, ma vale la pena provare.

Come ti sembra l’esperienza che vivi al momento?
Una delle migliori della mia vita. Sto facendo ciò che mi piace in un posto dove si vive più rilassati e dove c’è sia natura da esplorare, sia possibilità di divertirsi. Senza rischiare nulla, poiché tutelata dal programma SVE (è prevista anche un’assistenza sanitaria). Magari potesse durare più a lungo!

Hai intenzione di rimanere?
Ho intenzione di provare ad integrarmi e cercare di costruirmi un futuro a partire da qui. Poi chissà… Un anno fa non avrei immaginato di essere a Copenaghen, del resto.

Quale è il tuo sogno?
Essere pagata per fare un lavoro che mi piace. Avere la gratificazione di tornare a casa e pensare, prima di andare a dormire: “oggi sono stata brava, ho fatto quello che potevo e l’ho fatto bene: ho vissuto.” E poi viaggiare, scoprire il mondo, avere sempre nuove avventure. Imparare ogni giorno qualcosa di diverso. Il mio sogno è vivere sempre ispirata ed emozionata dalla vita.


Foto scattata da Alessia
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Hi, today you will read about Jelmer's experience in Denmark :) He is originally from Hengelo, Netherland and he embraced Denmark as his new country. 


Hi Jelmer, describe yourself in 3 sentences
Pfff Difficult one, but I would say a hard working guy with ambition, vision and a clear positive mindset on the world and what goes around myself.

What brought you to Denmark?
I was done living the stereotype life. I went a few times to Denmark on holiday when I was young and I already loved the country back then. I was always in my mind with the idea that one day I would love to live in Denmark. When the chance to study here appeared, I just couldn't resist it.

Where do you live and what are the things you like and dislike about your city?
I live in Haderslev, which is a fairly small city in the south of Denmark. I like that we have a lot of events and shops because the city is very touristic. It's a very beautiful place and there is always something to do. But I dislike smaller things like the public transport. There is no train connection, so we always have to rely on buses, which is annoying. But I'm soon getting my driving license, which will make life a lot easier again!

What about your university and bachelor? How are the subjects and exams?
It's going well and some subjects are very nice. I don't like every single subject we get, but I managed to pass them all and I'm currently starting to write my Bachelor. So the finish line is in sight.

Is it difficult to adapt to the Danish culture and what do you think about it?
The Danish culture is almost the same as the Dutch one. There are a few traditions that are different and in Denmark, everything goes on a little slower pace, but else than that It's pretty much the same.

How fast did you learn Danish, do you have any advice for newcomers?
I was able to have a basic conversation after being one year in the country and right now I'm fluent at B2 level. Aiming to hit C1 soon, since I'm using the language almost every day, which is also my point I want to make with learning it. Since I entered the country I tried to take every opportunity to learn Danish as fast as I could, since I believe it is a HUGE benefit in your professional and daily life. It literally opens doors. Danes are sometimes closed people that don't open up to you as easy as in other countries, but learning the language makes them way more open to you, which is a great thing. Some tips are to try to speak with locals, even if you are not that good in Danish yet, they will always appreciate your efforts and respect you even more for trying. Ask them to correct you if you make a mistake and this way you learn very fast. Also trying to get a job that requires you to practice the language can be a great help.

The life in Denmark is expensive or like your home country?
It's a bit more expensive, but also the salaries are higher than in my own country, so in the end, it's breaking pretty much even if you put the income and expenses of both countries alined.

What kind of jobs did you find in Denmark?
I've worked as a bartender in a local restaurant and had several jobs in factories and newspaper delivery. Right now I'm working in Trendhim as a marketer.

Are you planning to live in Denmark?
For now definitely yes! This country makes me happy and never disappointed me so far and it's still fairly close to my family, which makes it great to stay.

What is your dream job?
My dream is to grow my own fitness business in online coaching and workout motivation. Helping others getting in shape and seeing them happy with their bodies and lives makes me happy. I'm also very interested in marketing, so I would also be very happy if I could find a job as an online marketer and do my fitness business parttime or on hobby bases. The future will tell ! :)

Turning back would you do something different?
No, I never regret anything I did in the past. Everything happens for a reason and I learn from every single thing I do in my daily life. There is only a way ahead of me and that's the path I like to follow :)





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È passato più di un anno da quando mi sono trasferita in Danimarca e non ho potuto fare a meno di notare le differenze tra L’Italia e la Danimarca. Ovviamente ce ne sono tantissime e di varia natura, culturale, linguistica, gastronomica ecc. In questo post ho voluto raccogliere tutte le cose che a me sembrano strane.

Ragni e lumache ovunque

Non no mai visto così tanti ragni in vita mia, sono ovunque e di ogni grandezza, fortunatamente non sono aracnofobica, se no me ne sarei già andata in un altro paese. I ragni non sono velenosi, quindi non sono un pericolo e non nego che ne ho tenuto qualcuno come animale da compagnia, mi aiutavano a sbarazzarmene di altri insetti.

Le lumache non sono da meno, si fanno vedere ogni volta che piove e qui piove spesso. Le incontro dappertutto, parchi marciapiedi, con o senza guscio. Spesso devo fare lo slalom per non calpestarle, e alcune sono davvero grasse e lunghe. Ovviamente non sono un’esperta in materia ma ho notato che, si radunano sul corpo delle lumache calpestate, non so se per cibarsi o per il funerale del amico perduto prematuramente😉.

A spasso con il coniglio 

La prima volta che ho visto qualcuno portare a spasso il coniglio, ero rimasta di stucco, non ci potevo credere, ma ora oramai sono abituata. Ormai è la terza volta che vedo gente che porta il coniglio al guinzaglio, come se fosse un cane e a vederli un poco mi diverto.

Il bagno di cannella

Questa è una tradizione danese molto strana. Nel giorno del tuo 25esimo compleanno se non sei ancora sposato, molto probabilmente i tuoi amici ti stanno preparando un bagno di cannella. Solitamente si viene legati ad un palo e gli amici ti buttano addosso un sacco intero di cannella. Ci sono 2 soluzioni per scampare a questa tradizione, mentire sulla tua età o sul fatto di essere sposato/a o meno, oppure nascondendo la data del tuo compleanno.

Del bidet non se ne parla ma neanche della vasca da bagno

Non posso dire di aver visitato tutti i bagni in Danimarca, ma ho visitato gli appartamenti dei miei amici e tutti gli appartamenti erano dotati di bagni piccolissimi. Al bagno non viene dedicato molto spazio, al contrario del soggiorno e delle camere da letto che in alcuni appartamenti sono gigantesche. Il bagno è dotato solo di un lavabo, wc e una doccia. Spesso la doccia è divisa dal resto del bagno solo da una tenda e uno scarico per l’acqua non recintato. Detto ciò, si può dedurre che ben pochi bagni in Danimarca sono dotati di vasca da bagno.



La lavatrice non si trova all’interno dell’appartamento

Non è detto che tutti gli appartamenti non siano dotati di lavatrice ma la maggior parte hanno un locale comune di lavanderia dove ci sono lavatrici asciugatrici e anche una stiratrice. Si ha a disposizione una carta magnetica per accedere al servizio e in base e la somma che si deve pagare si trova nella bolletta dell’affitto.

La frutta e la verdura si vendono al pezzo

Nei supermercati danesi è normale trovare la frutta e verdura venduta al pezzo, come per esempio le mele e le banane costano 2kr al pezzo (circa 26 centesimi). Ovviamente si vendono anche al kg ma si trovano già imbustati.

In Danimarca i contanti sono in via di estinzione

Da quanto ho sentito la Danimarca potrebbe essere il primo paese al mondo a liberarsi dei contanti. Da quando sono in Danimarca non ho utilizzato né monete né banconote, tranne in casi molto rari. I metodi di pagamento più diffusi sono mobile pay e con carta di credito o bancomat.

Le università sono aperte 24 ore su 24

Sono rimasta piacevolmente sorpresa quando ho scoperto che il mio tesserino universitario non serviva solo per far accertare la mia identità ma anche per accedere all’università, alle aule e ai locali comuni. Nell’università si può entrare sempre 7 giorni su 7 24 ore su 24 e si può beneficiare di wifi gratuito sempre.

Carta d’identità simile ad una tessera sanitaria

La carta d’identità danese di chiama yellow card e non somiglia per niente a una carta d’identità. Ha l’aspetto di una tessera gialla e bianca, senza foto, solo con un numero identificativo stampato sopra, composto dalla data di nascita e altre 4 cifre personali (da non rivelare a nessuno, mi raccomando, se no la vostra identità potrebbe essere rubata). Questo numero si chiama CPR – number e viene utilizzato praticamente per tutto, accedere al conto in banca, medico, e tante altre cose.

Si può donare sangue solo se si è fluenti in danese

Ho moltissimi conoscenti che vogliono donare sangue ma questo purtroppo gli è stato negato perché il donatore dovrebbe comprendere il danese alla perfezione a livello scritto e parlato
Fino al 2015 la zoofilia era legale
Fortunatamente questa pratica non è più legale e chi va contro la legge rischia fino ad un anno di carcere.

In palestra o piscina fanno tutti la doccia nudi

Sono rimasta sconvolta da questo fatto più che altro perché non me lo aspettavo, in quanto i danesi mi sembrano molto privati. Gli spogliatoi mi sono sembrati sporchi ma questo non impediva a loro di camminare a piedi nudi.  Personalmente ho deciso di tenere il costume su anche perché nello spogliatoio femminile c’erano anche dei bimbi accompagnati dalle mamme.  

Liquirizia e cannella

I danesi amano la liquirizia, dolce o salata, vi lascio anche il link ad un video che ho fatto con una mia amica nel quale proviamo le caramelle danesi 😊. Ma non consumano la liquirizia solo sotto forma di caramelle ma anche gelato, gomma da masticare e come salsa da mettere sulla carne o dolci. La cannella invece non viene utilizzata solo per punire chi non si è già sposato ma anche per tutti i dolci. La maggior parte dei dolci e dei biscotti contengono cannella.

Il loro piatto tradizione è il pane con il burro

Sembra strano ma i danesi non mangiano molto sano e non possono fare a meno del loro pane nero e burro, mangiato al mattino con affettato. Il piatto tipico danese è composto da pane nero con burro, ovviamente e diversi ingredienti sopra, gamberetti, insalata cipolla, maionese, altre salse e affettati.


Il riciclo delle bottiglie e delle lattine

Quando si acquistano bevande in lattina o bottiglie, alcoliche o non, si deve fare attenzione all’etichetta, se si trova sull’etichetta un simbolo con la scritta “PANT” all’interno la bottiglia non va buttata. In fase di acquisto non pagherai solo il prodotto, ma anche la bottiglia. Non ti dimenticare di verificare la bottiglia e di non buttarla. Una volta consumato il contenuto puoi andare ad un supermercato dotato di macchina di riciclo bottiglie, metterai la bottiglia e in cambio avrai uno scontrino con la somma che ti viene restituita. In seguito potrai decidere se utilizzarlo quando fai la spesa oppure chiedere i soldi in contanti.



Usano la pasta come contorno per il pollo
Ho notato che il mio coinquilino danese ha quest’abitudine, prepara la pasta e la mette accanto alla carne. Ovviamente non posso generalizzare ma di certo non preparano la pasta come la prepariamo noi 😊


Ci sono tantissime altre cose che in Danimarca sono fatte diversamente, ma non vuol dire che vengono fatte nella maniera sbagliata, semplicemente hanno diverse usanze e un modo diverso di pensare. Sai c’è quel detto ‘Paese che vai, usanze che trovi’, quindi facciamoci una risata o due ma non dimentichiamo di guardare anche nel nostro di cortile. Il mondo è bello perché è vario e non bisogna mai smettere di essere curiosi e imparare. 
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Probabilmente mentre leggerai il titolo penserai ‘lo so come risparmiare, non c’è bisogno che me lo dica tu’ e se io ti dicessi che ti sbagli?

Innanzitutto non si possono paragonare le università danesi e italiane, o almeno non tutte. La prima volta che sono arrivata qui ero come te, pensavo di sapere come gestire le mi finanze, ma dopo un semestre mi resi conto che avevo fatto delle scelte sbagliate che mi hanno fatto perdere circa 150 euro in libri. Ecco su cosa potresti risparmiare e su cosa dovresti investire.



Libri

Potete anche non comprarli, o per lo meno aspettate l’inizio del semestre e vedete cosa vi dice il prof. Parlo per esperienza personale, e ti dico che spesso i prof ci forniscono i libri in pdf, o comunque i compagni di classe trovano un modo per raccoglierli in un drive, grazie al network che si crea con gli altri studenti degli altri anni, basta aspettare e indagare un poco.

Se non fa per te leggere i libri dal pc, non preoccuparti ho un'altra soluzione per te. Una volta ottenuto la Yellow card (carta d’identità), avrai accesso alla biblioteca e potrai prendere i libri in prestito. La biblioteca dell’università è ben fornita e troverai tante copie per ogni libro.

Quaderni, penne, e tanto altro

Probabilmente sarai abituato al metodo italiano, prendere tanti appunti e riassumere capitoli dai libri, ma qui le cose non funzionano proprio così. Innanzitutto avrai a disposizione una pagina personale nella piattaforma online della tua università nella quale troverai tutte le lezioni per tutte le materie che i tuoi professori caricheranno in anticipo o dopo la lezione. Qui troverai anche gli esercizi da fare e i comunicati dei prof. Anche io il primo giorno mi ero presentata con quaderno e penna, per poi rendermi conto che non mi serviva tanto in quanto tutto quello con cui ci si lavora è online, e si lavora tantissimo con il pacchetto office e Google docs, quando ci si deve lavorare in contemporanea con il tuo gruppo.

Se studi architettura, ingegneria e altri corsi di laurea simili, probabilmente avrai bisogno di qualche materiale ma non troppo. Alcuni miei amici usano il quaderno per praticità, e usano anche righelli e altro materiale simile.

La prima regola è non comprare quaderni o righelli o altro materiale dalla libreria dell’università, perché tutto molto caro. Se ce li avete già, non dimenticateveli a casa, oppure potete comprarli direttamente in Danimarca da un grande supermercato, come Bilka, anche se anche qui i prezzi sono più alti rispetto all’Italia. La soluzione più economica che ho trovato è stata Tiger, si trova in quasi tutte le città di grandi medie dimensioni. Da Tiger i prezzi sono bassi ma anche la qualità non è granché, ma è pur sempre un modo per risparmiare.

Il portatile è vitale

Quest’informazione probabilmente non ti è nuova perché l’hai trovata anche sul sito dell’università. Con il portatile farai tutto anche gli esami, lo userai sempre. Se hai un portatile vecchio, con una batteria che non dura neanche 5 minuti, ti suggerisco di cambiarlo. Il computer deve essere anche veloce, in modo tale da poter lavorare a progetti in tranquillità.
Non mi sento di darti alcun consiglio in materia, perché sono ignorante, anche se adoro la tecnologia 😊.

Ti consiglio anche di acquistare uno zaino per il pc perché la borsa potrebbe risultare incomoda, e spostarla da una mano all’altra può darti fastidio.

Un altro acquisto che devi fare è un’agenda, in modo tale da organizzarti le giornate e gli eventi, ovviamente puoi gestire il tutto anche in maniera virtuale. 

se studi in un'università danese non hai bisogno di molte cose, la tua voglia di imparare e il tuo portatile sono più che sufficienti. 😊
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Hi,

my name is Georgia and I want to welcome you into my blog :)

Contact me if you want to be interview about your study experience :)

Contact me if you want to know more about studying in Denmark, I am not an expert but I am willing to give you all the information that i know in order to help you :)

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Caro lettore,
oggi non leggerai la classica intervista che trovi su questo blog, ma il racconto di Davide, un ragazzo italiano molto determinato e ambizioso che insegue i suoi sogni e cerca di costruirsi un futuro all'estero.
Ciao sono Davide e questo è il mio percorso universitario:


La laurea triennale
Ho iniziato a studiare in Italia nel 2010, dopo aver conseguito la maturità. Mi sono iscritto a Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e ho iniziato a frequentare, allo stesso tempo, un'accademia teatrale, dove ho studiato regia.

L'avventura in Estonia

Nel 2013 ho completato entrambi i percorsi e, dopo alcune esperienze lavorative in Italia, ho vinto due borse di studio e sono stato ammesso presso la Baltic Film School di Tallinn, in Estonia, dove ho frequentato un master of arts in regia documentaristica.Cercavo un'esperienza all'estero, dove potessi studiare in lingua inglese e mantenermi da solo. In Estonia ho imparato molte cose e ho apprezzato l'ambiente internazionale, l'attrezzatura all'ultimo grido, alcuni insegnanti di talento e la possibilità di fare tantissima esperienza pratica.
L'ammissione richiede la presentazione di un portfolio, di diversi documenti, il possesso di una laurea/diploma in ambito regia o ambiti contigui (ad es. giornalismo, teatro, televisione, ecc.), un tot di esperienza lavorativa, un'ottima conoscenza della lingua inglese e il superamento di un esame (solitamente consiste nel girare un corto o un documentario a tema nell'arco di 24 ore, almeno per me è stato così).
Mi sono ambientato abbastanza presto, nonostante il clima freddissimo e le poche ore di luce. Il costo della vita è basso e i servizi sono ottimi (per esempio, i trasporti sono interamente gratis per tutti i residenti).
La non conoscenza della lingua estone non rappresenta un ostacolo per la vita quotidiana ma limita tantissimo le possibilità di scelta di carriera, nonostante molte aziende assumono personale fluente in inglese e/o altre lingue. Ho lavorato per un anno in un'azienda di servizi finanziari dopo la laurea, per esempio, usando italiano ed inglese come lingue lavorative.


L'attuale esperienza in Irlanda

Volevo proseguire i miei studi cinematografici a livello dottorale in un paese di lingua inglese e sono stato fortunato ad aver trovato due ottimi supervisori in Irlanda (una italiana, l'altro irlandese) presso l'University College Cork, interessati ad aiutarmi nello svolgere la mia ricerca. Il mio lavoro si concentra nello studiare l'impatto della crisi economica sulle industrie cinematografiche italiana ed irlandese, nel più ampio contesto dei PIIGS (i quali includono anche Portogallo, Grecia e Spagna), ovvero i paesi europei letteralmente strangolati dal debito pubblico e che hanno apportato tagli consistenti ai finanziamenti per la cultura e per il cinema.
Volevo anche lavorare in un ambito più vicino ai miei studi; attualmente lavoro come responsabile vendite per il mercato italiano in un'azienda di Cork, dove mi occupo principalmente di sviluppo delle imprese attive nell'ambito mediatico e tecnologico

Le differenze tra i tre paesi

Una differenza significativa tra Irlanda ed Estonia in termini di università è il costo: fortunatamente ho vinto una borsa di studio che copre interamente la mia retta; normalmente mi costerebbe circa 6000 euro annui.
Ho appena iniziato questo percorso e per ora l'impressione è più che positiva: l'atmosfera universitaria irlandese è molto informale e rilassata, si respira aria di tradizione e modernità al tempo stesso.
Spero di poter completare il mio lavoro di ricerca ed il lungometraggio documentario nel corso dei 3 anni di dottorato e fare bene, per poi avviarmi alla carriera accademica e avvicinarmi ancor di più all'industria - idealmente, mi piacerebbe lavorare a tempo pieno come regista, produttore o distributore.

Per ora mi sono trovato bene sia in Estonia, sia in Irlanda (anche se è molto presto). In Italia ho beneficiato di intensi studi teorici ma, a parte rare occasioni (ad esempio un tirocinio su un set RAI), i programmi sono molto scollegati rispetto alla concreta realtà lavorativa e fanno acquisire poche "transferrable skills" - se non fosse stato per le esperienze collaterali/lavorative che ho avuto nel corso di questi anni, molto difficilmente avrei trovato un lavoro (in Italia o all'estero) dopo la sola laurea triennale.

In Italia ci tornerei da pensionato e magari in una regione come l'Umbria o la Toscana 😀 Mi piacerebbe vivere in un altro paese, con molta probabilità il Regno Unito (più che altro per motivi di lavoro), altrimenti resterei in Irlanda, magari trasferendomi a Dublino dopo gli studi.
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Hi, today I will present through this short interview Jurgita, a very ambitious Lithuanian girl. She is also one of my dearest friends. Enjoy her story :)

Why did you choose to study in Denmark?

My study decision was kinda spontaneous. Even if I always knew that I want to study abroad, I never felt confident enough to look at this dream seriously. Suddenly one lucky spring I got a vista of amazing coincidences by being in the right place and meeting right people who just pushed me a bit towards my dream. Definitely, I had the choice to choose the country and I picked Denmark because of free education and different teaching methods. Even if I never been in this country before, I just trusted plenty of positive references. Hence, nature in Denmark is similar to Lithuania’s nature even if I wouldn’t mind changing my environment completely, but nature in Denmark don’t make me feel far away from home (accept wind and rain). Surely, I don’t regret my decision.

Do you think the education system is better than the one in your country?

It depends from university to university, but taking in general in Denmark education is more innovative. Teachers are always looking for new teaching methods and approach towards students. Here education is more about real life practice what is much better than just a plain theory. This doesn't mean we do not cover theoretical knowledge, we do, but we suppose to study at home and prepare this theoretical knowledge and afterward in the class we trying to implement them in the real-life cases. I love how it works, anyways at the very beginning, it was strange to adapt to unfamiliar teaching style since I was used to a bit conservative Lithuania’s education. On the whole currently, I like my studies more in Denmark than the ones in Lithuania.

Do you like your bachelor? What are your opinions so far?

My bachelor, I am not here, yet. But I am thinking to get one in Denmark as well. I could say I could make this decision because of provided perfect conditions for students. Why I am saying perfect conditions? – Because then you as a foreign student have part-time job – government helps you to survive and maintain yourself financially what is very important for me – to be able to survive in the foreign country. Currently, I am having my third semester of AP degree in small and calm city Horsens, it is my second year there and I really feel like it is time for changes so I am planning to move to the bigger city and continue my education.

How is the approach between you and your teachers

Approach between me and my teachers is casual, easy to communicate. We can communicate with friends what insures us (students) not to be afraid to ask “silly” questions and do not feel any pressure while talking to the teacher. They are always ready to help and they always will stay with you after lecture if you will need some consultations, also communication throw emails are very maintained, I always get an answer when I write something throw email. Teachers constantly encourage us to ask if something is unclear, but in general, they are able to explain topics from the very beginning.



How about the exams, how are they structured?

We have exams in the every semester end. In the first semester, we had exams that we need accomplish with 3 other persons (with your study group). It was cool Idea. By working together you learn not only teamwork but also all other things, in this case, students help to each other and fulfill each other knowledge lacks. We had oral and written exams, which weren’t very hard, but we worked with real case company what was pretty exciting.
The second-semester exam was harder because it was individual. On the other hand, we had just written part –we needed a hand in our written projects (but this rule applied only for MM studies). Now third-semester exams will be even tougher. Based on elective courses we, students will have a different structure of exams. I picked market research elective course so written exams of economics, business law and statistics each contains 3-4 hours and it is waiting for me + few ordinary exams.

How do you maintain yourself?

Very important part in my life contains good people – my friends and most all other people in my environment. I love Denmark because here I discovered many interesting open-minded and smart personalities. I really appreciate my luck to be able to study here. Thought that I would miss this amazing life part makes me sad.
I am doing a lot of activities what makes me happy and I would love to do, even more, unfortunately, daytime is limited so here comes prioritizing and right decision acceptance. So far I am attending university, Danish evening school, I am volunteering at campus café (amazing place for new connections), going to work and trying to attend relative events.

Do you like your job?

I was lucky enough to find a job in one Danish family. I am living together with locals. I am helping them with daily tasks such as cleaning or dinner cooking in exchange I get a place to stay, food and small salary, but after all, I am able to save money, get to know local culture in depth and improve my time management skills. People are nice so I am not facing big difficulties, as I say lucky me.

Are you happy with the choice of going to study in Denmark?

I am definitely happy with my decision to study in Denmark. Even if I am planning my internship in Spain I still will come back here to continue my studies and take my bachelor degree. During this year in Dk I faced a lot of challenges, I had many ups and downs, but that’s the beauty of the life. It is never easy to start something new and amazing but is always worth it. It pays off as invaluable life experience. All these people I met during my stay in Denmark… Ohh I appreciate every single person and it doesn’t really matter or it had good or bad influence, I learned something from all. I do believe in destiny and that life is like a puzzle in a sense that every single piece has own place and its own meaning.

What will you do after you graduate?

My head is full of different ideas. I always have a hard time to decide what I will do in my future because I make to myself too many alluring options, but at least, in the end, I am not regretting. I am thinking maybe I will go to Australia or Africa or India and some volunteering for a year or half or maybe after studies I will start to work in some international company. But I know I will stay in Denmark for a while because I want to improve my language and living conditions here are really nice. Or even if I will go for volunteering I would come back here, but I am not planning to stay in this country till the very end. Life is full of joys and adventures so I don’t think that stay in one country is a good option. If a person is living with passionate and loving heart – he will find or create his home whenever he wants. Also, passion to life leads and to successful and financially stable life so the country is not a limit. Sometimes people say that I wear “my pink glasses” too often, but I always strongly disagree. Since only positive mind leads me to luck I can’t reject it. In other words – always dream big 😉 So after I graduate, I will do plenty of different things! because besides main goals here is always room for small personal projects. 

                     

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Hi guys,


Today I would like to introduce you to Adriana, a Spanish girl with a unique experience in Denmark. She already has a bachelor in law but decided to start the university again and do something new.

Hi Adriana, tell us something about you and your study experience in Spain?

Hi, Georgia! I’m 24 years old and I’m from a Little village in Catalunya. In Spain, I studied a bachelor to be a lawyer, but after 5 years of hard study, I realized that law was not for me.

What brought you to Denmark?
Love, adventure and the desire of knew better myself.

What convinced you to stay? And why did you decided to start another bachelor?
Future opportunities convinced me to stay. Here I can work and study what I like at the same time. Because I like to learn and learn something more international than law. Also, I didn’t see myself working as a lawyer. Is not my world.

Do you like studying marketing?
Yes, a lot. Is really exciting for me all marketing world, and I think that I found something that I’ll love to do.

How about the Danish language, did you learned it? It is difficult?

Since I arrived in 2015 I’m trying to learn it. Is not an easy language, but if you want to control it, is possible. The most difficult for me is the pronunciation, but I’ll keep trying 😊

Do you like Denmark? Do you intend to stay here?
I like Denmark, but I don’t know what I’ll do in the future. I’m sure that in my short-term plans I’ll be here, but not in the long-term.
Is difficult to be that far from my family and friends, but only the future knows what it has prepared for me.
I’ll go where I think that I’ll be happier. Now, I’m happy here.


How about Spain, do you miss it?
Yes and no. I miss my people, not the country.


Tell me about your dreams and future aspirations
Dreams: I want to travel, a lot. Learn a lot of things from other cultures and become a better person with a bigger background.
I want to be always happy with what I’m doing, also at work. I like the expression “If you work in something that you like, you will not have to work even one day in your life”. This is my goal.

Give an advice to our readers
Try to do always what you like, what you love, life is too short to expend it in other things.


If you like to find more about Adriana, visit her blog, Adiana Vazquez.
                                                                                                                                                          




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